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Microcritiche / Uccidere il clown, o no?

11 maggio 2014
di Ghisi Grütter

panni sporchiBisogna uccidere il calown – Compagnia I Panni sporchi – Teatro Trastevere –

La Compagnia I PANNI SPORCHI è nata nel 2002 formata da quattro ragazzi appassionati di teatro che mettono su un primo spettacolo. Aumentata negli anni di numero di membri, mette in scena in questi giorni a Roma BISOGNA UCCIDERE IL CLOWN, graziosa commedia di Jean-Francois Champion del 2004. La rappresentazione scenica tratta del “fine vita” di un clown di successo ritiratosi a vita privata, privo di profondi legami affettivi, viziato dalla vita e accudito dal suo ex giocoliere diventato il suo factotum. Ingaggia al buio un killer per porre fine alla sua esistenza ma una serie di vicende, inconvenienti e ritardi, cambierà le sorti del destino complicando la risoluzione finale.
Parlandone con una mia amica particolarmente esperta di cinema francese, mi ha subito fatto notare l’analogia con la trama di un film di Philipe De Broca del 1965, interpretato da Jean Paul Belmondo e Ursula Andress, dal titolo italiano L’uomo di Hong Kong; in originale si chiamava Les tribulations d’un chinois en Chine ed era ispirato al romanzo omonimo di Jules Verne. Nel film di Bebel il protagonista Arthur è un ricco ozioso la cui noia esistenziale lo spinge a pianificare la propria morte. A Hong Kong stipula una grossa assicurazione e contatta un vecchio filosofo affinché organizzi il suo omicidio. Si pente quasi subito perché s’innamora della bella Alexandrine, e si trova a dover sfuggire i sicari assoldati dalla sua fidanzata, ingolositasi dell’assicurazione.
Il romanzo di Jules Verne, a sua volta, racconta le vicende di Kin-Fo, un ricco cinese che scopre di essere andato in rovina a seguito di una speculazione finanziaria della sua banca di San Francisco. Kin-Fo decide di farla finita con la vita ma, non avendo il coraggio per farlo da solo, incarica dell’opera il suo amico filosofo Wang di ucciderlo. Dopo aver inaspettatamente recuperato le ricchezze, si ritrova però a dover fuggire dall’amico Wang per salvarsi la vita.
È quindi interessante notare come, già nella seconda metà del XIX secolo, nella laica Francia, da un lato, si sentiva l’istanza di una sorta di “testamento biologico”; dall’altro, c’era la capacità di toccare attraverso commedie giocose temi socialmente rilevanti che caratterizzerà molta parte degli spettacoli francesi. Abbandonati i temi malinconici e i ritmi lenti, i francesi – in linea con tematiche già affrontate nell’Ottocento – negli ultimi decenni hanno prodotto commedie divertenti e dinamiche ma piene di spunti per la riflessione. Attraverso i dialoghi, infatti, si può capire come questa commedia sia anche una riflessione su se stessi, una sorta di bilancio della propria vita con appassionanti momenti d’introspezione.
Bravi e simpatici gli attori e convincente la regia anche per aver inserito uno strumento musicale fuori campo che fa da “controcanto” alle vicende on stage.

La Compagnia I PANNI SPORCHI –
BISOGNA UCCIDERE IL CLOWN di Jean-Francois Champion –
al Teatro Trastevere in via Jacopo dè Settesoli 3 Roma –
dal 7 fino al 18 maggio 2014 –
Stefano Caruso, Alessandro Ibba, Alessandro Perini, Monica Ceruti, Luca Rasi, Laura Cirioni e Andrea Rettagliati, con la partecipazione di Mino Curianò
Regia di Barbara Lalli, aiuto regista Francesco Leogrande, scene di Violetta Canitano.

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