Chi siamo

25 gennaio 2011

Siamo giornaliste e giornalisti convinti che l’informazione quotidiana, nonostante i suoi grandi cambiamenti, continui a essere indirizzata a un lettore-utente apparentemente neutro, ma in realtà di genere maschile. Questo meccanismo finisce per produrre una certa gerarchia (e selezione) delle notizie. Un panorama informativo per grandi linee dedicato al lettore.
E la lettrice?
Per lei, se va bene, esistono, sparsi nelle varie pagine dei quotidiani (mai o quasi mai nel “primo sfoglio”) altri temi: stili di vita, consumi, salute, lavoro, famiglie, bambini. Molte sono le notizie tralasciate, o appena sfiorate quando riguardano la vita delle donne. E’ documentato che nella nostra informazione su sei personaggi dei quali si narrano la vita, le avventure, si raccolgono i giudizi, si amplificano le polemiche, solo una è donna.
Certo, il femminile irrompe sulla scena mediatica quando gli eventi spezzano le certezze più radicate: la mamma assassina, i nuovi modi di riprodursi consentiti dalla tecnologia e mal regolati dalla legge, lo scandalo del burqa nella guerra tra occidente e oriente, le ragazze kamikaze, le “vedove nere” della Cecenia. Eccessi che fatichiamo a inscrivere in un sistema di opinioni consolidate. Manca, per lo più, il racconto della normalità delle donne, dell’ essere donna, il racconto del « normale » mutamento nei rapporti tra i sessi nella nostra e nelle altre società. Noi scommettiamo sulla possibilità che questa situazione cambi. Del resto, non mancano significativi segnali della volontà di riconoscere una nuova opinione pubblica femminile da parte di alcuni media. Tra noi della redazione esistono scambi e esperienze di lavoro giornalistico che sono state comuni (per esempio, la storia di “Noidonne”, o l’esperienza della pagina dell’Unità “L’una e l’altro”). Naturalmente, abbiamo opinioni e posizioni diverse. Non le nasconderemo, quando ci sembreranno interessanti. D’altronde, non vogliamo coprire “tutto sulle donne”, né operare discriminazioni alla rovescia. Nessun progetto “totale”. Ma scelta, selezione, approfondimenti, e apertura al confronto. Allo scontro, se necessario, nella rete e fuori della rete, ma per contribuire a costruire una nuova civiltà della conversazione, contro strumentalismi e fondamentalismi che inquinano il discorso pubblico.
Insieme a quante e quanti vorranno costruire con noi questo progetto, cercheremo relazioni motivate piuttosto che dal denaro, dal gioco, dalla passione, e dal piacere di scoprire pratiche sociali innovatrici. Ci piacerebbe un’informazione che dei conflitti che attraversano la vita – la vita sociale, sentimentale, politica – faccia terreno di approfondimento e di scavo. Proviamo stanchezza per una scena mediatica sempre più simile a un pranzo di famiglia, dove nessuno ascolta chi parla, perché per ciascuno esiste già la casella, il giudizio, l’etichetta, la frase fatta.

monica

Monica Luongo ha lavorato all’Unità per 12 anni. Oggi è free lance, consulente per i media di alcune ong italiane, osservatrice elettorale per il Ministero degli Esteri.
Si interessa sempre di questioni femminili

alberto

Alberto Leiss ha lavorato all’Unità dal 1974 al 2000, e poi come free-lance. E’ stato direttore della Comunicazione del Comune di Genova e portavoce del presidente della Regione Liguria. Ha insegnato storia dei media all’Università e scritto libri sull’informazione, la politica, le trasformazioni di Genova. Ha sempre cercato di fare un giornalismo politico non completamente preda del giornalismo e della politica.

letizia

Letizia Paolozzi ha lavorato all’Unità dal 1980 al 2000. Ha diretto la pagina “L’una e l’altro” sui rapporti tra i sessi, la parità e la differenza. Ha scritto saggi sull’informazione e il femminismo

bia

Bia Sarasini, giornalista, ha scritto e condotto programmi di informazione e cultura per Radiotre. Per sei anni è stata la direttrice di “Noidonne”. Oggi è free-lance e consulente, scrive tra l’altro per il SecoloXIX, il quotidiano di Genova, la città dove è nata.

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