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Microcritiche / Il lutto impossibile di Marina

4 novembre 2017
di Ghisi Grütter

UNA DONNA FANTASTICA – Film di Sebastián Lelio. Con Daniela Vega, Francisco Reyes, Luis Gnecco, Aline Küppenheim, Néstor Cantillana, Cile-Spagna-Usa-Germania 2017. Sceneggiatura di Sebastián Lelio con Gonzalo Maza-

Una donna fantastica racconta la storia di Marina (la bravissima Daniela Vega), una transgender di ventisette anni aspirante cantante lirica, che per sopravvivere lavora come cameriera in un ristorante. Ha una storia d’amore con un Orlando (il volto celebre in Cile di Francisco Reyes, attore prevalentemente televisivo), un imprenditore tessile di almeno vent’anni più grande di lei, con cui convive. Una sera dopo aver fatto l’amore, Orlando si sveglia di soprassalto e fa fatica a respirare. Lei capisce che si tratta una cosa seria e lo vuole portare di corsa in ospedale. Lui scendendo le scale cade, ma lei, con grande determinazione, lo aiuta a sollevarsi e arriva al pronto soccorso dove però non ci sarà nulla da fare.
Da qui nasce l’odissea di Marina cui non è permesso mostrare e vivere il lutto. Marina vuole salutare per l’ultima volta quello che per lei stato un grande amore, un uomo che l’ha trattata bene e che l’ha amata come una persona “normale”, aggettivo che molto difficilmente le viene attribuito. Sarà maltrattata da Gaston (Néstor Cantillana), il figlio di Orlando, e dai suoi omofobici amici, allontanata da Sonia (Aline Küppenheim), l’arcigna moglie di Orlando, che rivuole subito l’automobile e l’appartamento, così a Marina sarà portata via anche la vecchia cagnetta del suo compagno, che le aveva affidato. Il film sottolinea con coraggio i diritti umani che sono del tutto ignorati e calpestati portando lo spettatore a empatizzare caldamente con la giovane trans mortificata in più occasioni.
il film narra una Santiago che si vede al cinema raramente. Sebastián Lelio fa camminare la sua protagonista, stordita dal dolore della perdita e umiliata dalla famiglia di lui, in lunghi percorsi in una città che appare piena di grattacieli, con edifici costruiti molto recentemente, in pieno sviluppo e, soprattutto, pulitissima. Solo per un istante il regista ci mostra un altro lato della città, dove presumibilmente vivono gli emarginati e i drogati.
L’attrice che impersona Marina è veramente brava ed espressiva e possiede anche una bella voce da cantante. Sebastian Lelio, argentino di origine ma trapiantato in Cile da bambino, aveva già girato un lungometraggio nel 2013 incentrato sulla “impossibilità a sentirsi normale” con Gloria, storia di una donna di mezza età insoddisfatta, che non riesce a invecchiare, appartenente a una fascia sociale media, senza particolari lussi né gusto – i vestiti e gli interni sono piuttosto modesti.
Paulina Garcìa, nella parte di Gloria, era riuscita a trasmettere tutta l’inquietudine di una persona di un’età in cui si diventa demotivati e si cerca di riempire i vuoti della solitudine. I figli, ormai cresciuti, hanno fatto le loro scelte e il lavoro costituisce una routine di scarso interesse. Fra le varie attività che colleziona nel tempo libero, la danza è quella che privilegia e frequenta i luoghi di ballo come luoghi d’incontro tra singles. Lo spettatore segue entrambi i film con un’ansia profonda partecipando a tutte le scelte sbagliate che le protagoniste fanno una dopo l’altra.
Sebastián Lelio, con Una donna fantastica, ha ricevuto l’Orso d’Argento al Festival di Berlino come migliore sceneggiatura (scritta con Gonzalo Maza).

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