Anima / Corpo

benessere malessere, la scienza, lo spirito, la vita

Lo scandalo delle donne vescovo

19 Luglio 2008
di Franca Fossati

A Canterbury si è svolta la conferenza di Lambeth, l’incontro che si rinnova ogni dieci anni e che è il simbolo dell’unità della Chiesa anglicana. Unità di nuovo a rischio, dopo lo “strappo” del 2003, quando fu nominato vescovo un omosessuale dichiarato e quello del 1994, quando fu riconosciuto il sacerdozio femminile (Il Foglio,15 luglio).
Ancora una volta pietra dello scandalo sono donne. Donne vescovo.
La Chiesa d’Inghilterra infatti ne ha autorizzato l’ordinazione. Per protesta 1300 esponenti del clero hanno minacciato lo scisma. Ma donne vescovo esistono già in America, Canada, Nuova Zelanda e Australia (Il sole 24 ore, 8 luglio). Proprio in Australia dove è da poco arrivato il Pontefice che, ancora sull’aereo, “non è riuscito a nascondere la sua amarezza, confessando di seguire con il fiato sospeso la vicenda” (Il Messaggero, 14 luglio).
“Il Papa prega: niente scismi per le donne”, così titola Il Giornale (14 luglio). Che cosa teme Benedetto XVI? Forse il contagio? No. Teme che la decisione della Chiesa d’Inghilterra allontani la riconciliazione con la Chiesa cattolica.
Né pare tranquillizzare il Vaticano l’annuncio di scelta “papista” di alcuni esponenti del clero anglicano. Quando dieci anni fa Monsignor Leonard Graham decise di passare al cattolicesimo fu scandalo e ci volle una particolare dispensa oltre a una nuova ordinazione. Il vescovo infatti era sposato e una volta in pensione andò a vivere nella periferia di Londra con moglie e figli (Il Messaggero).
Quel monsignore come altri preti sposati ricordano “a tutti che il celibato riguarda la pratica e non la dottrina, anche nella Chiesa di Roma” (Alberto Melloni, Corriere della sera, 12 luglio). Ma è sicuramente dottrina l’esclusione delle donne dal sacerdozio. Lo ribadisce monsignor Antonio Miralles dell’Opus Dei, consultore della Congregazione per la dottrina della fede: “Fu Cristo a designare fra gli uomini i suoi apostoli”(Avvenire, 11 luglio). L’intervistatore, Gianni Cardinale, chiede: “Escludere le donne dal sacerdozio non lede la loro dignità?”. Secca la risposta: “La dignità delle donne nella Chiesa non dipende certo dall’accesso al sacerdozio”, basti pensare alla Madonna, alle Sante e alle Beate. Punto, non c’è discussione.
Eppure solo nel 1975 il Magistero proclamò l’interdizione delle donne dal sacerdozio. Mentre la Chiesa inglese decide per le “vescove”, il Gran Muftì di Siria apre alle donne islamiche la possibilità di diventare Muftì e di emanare fatwe. Purchè esclusivamente su argomenti femminili. Solo una coincidenza? La fa notare, come un buon segno, Nella Condorelli women.articolo21.com).

Featuring Recent Posts WordPress Widget development by YD