Rosa / Nero

uomini e donne nella cronaca di tutti i giorni

Donne al centro. Dello scandalo

28 Maggio 2009
Pubblicato su "Europa" il 27 maggio 2009
di Franca Fossati

Sulle agenzie di stampa, ANSA in testa, lo scandalo degli scandali non è rubricato come, che so, “Silvio e Veronica”, oppure “le bugie del premier”, o un sobrio “Berlusconi/divorzio”. No, la parola chiave è “Noemi”. Anche in tv o ai giornali radio: il caso si chiama Noemi. E già questo la dice lunga: sia sulle reticenze pilotate sia sul machismo conscio e inconscio di quasi tutti.
Nessuno sembra farsi scrupolo di vivisezionare la vita di quella ragazza. Né chi se ne serve per dimostrare quanto sia mendace e inaffidabile il Presidente del Consiglio; né chi la dipinge come una improbabile santarellina (“Basta fango, Noemi è illibata” titola Il Giornale). Proprio su Il Giornale (26 maggio) è Maria Giovanna Maglie a scrivere che “I giornali e i politici che di solito si pregiano e si fregiano di quanto sono attenti alla sensibilità delle donne e preoccupati della dignità femminile, hanno sguinzagliato cronisti affamati nella zona, a battere casa per casa a caccia di notizie pepate, di particolari ambigui, di prove del misfatto”.
Indignazione condivisibile, per quanto mi riguarda. Peccato che poi anche Maglie se la prenda con una donna, Veronica Lario, perché “niente è peggio di una donna che tace per decenni” e poi comincia a parlare con “gli amici direttori di giornali nemici del marito”.
Già Melania Rizzoli, in una lettera rivolta a Veronica pubblicata sul Corriere della sera (23 maggio) aveva scritto: “Noi deputate del Pdl riteniamo che la sua esternazione pubblica abbia fatto tornare indietro di colpo di cinquant’anni le donne, a quando erano comandate dal maschio dominante..corpi da guardare e sesso da godere..”.
Colpa di Veronica? Da non credersi.
“Con un colpo di scena degno di Agata Christie, il colpevole non è il principale indiziato, ma il teste d’accusa” commenta, incredula appunto, Ida Dominijanni su Il Manifesto (24 maggio). E incredula è anche la pur prudentissima Isabella Bossi Fedrigotti nel replicare a Rizzoli sempre sul Corriere (24 maggio): “avrà diritto una donna a non poterne più di suo marito”?
Comunque, tra le donne, sia a destra che a manca, c’è imbarazzo e confusione su tutta la vicenda. Appartenenze politiche e di sesso si incrociano e si contraddicono.
Chi non sembra avere dubbi è la filosofa femminista Luisa Muraro che vede in Veronica “una figura inedita e innovatrice, che non è tranquillizzante come quella della First Lady, né acquisita come quella della femminista”, che ha scelto “i propri argomenti” a partire da sé, compresi i suoi interessi materiali, “in forza della sua personale ricerca di libertà” (donnealtri.it).

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